SOTTO LA LUNA – silloge di PAOLA ORSINI

SOTTO LA LUNA – La silloge raccoglie 40 liriche, scritte nel biennio 2013 – 2015 e prende il titolo dal verso 64 del VII canto dell’Inferno di Dante per circoscrivere l’oggetto di cui si dice nella presente scrittura: bagliori del sentire umano, saldamente ancorato sempre e comunque sotto lo sguardo della luna e quindi in un orizzonte esclusivamente terrestre dove non c’è possibilità di un rifugio consolatorio nella fede in un dio o in una vita ultraterrena. Almeno per ora, questa mia stagione poetica viaggia su binari esclusivamente ripiegati sull’uomo. Tutto si svolge nell’orizzonte delimitato dal cuore umano: il dolore, l’amore, la speranza, la nostalgia, l’odio di cui è arduo trovare una spiegazione. La condizione umana è svolta sempre dal punto di vista di un soggetto lirico che volge gli occhi dentro sé stesso e dice in relazione al mondo esterno, a volte con un punto di vista individuale, a volte descrivendo le emozioni attraverso oggetti naturali che evocano ma non dicono e diventano allegorie da decodificare per scioglierne il significato. L’opera, divisa in cinque sezioni, è un viaggio che inizia con un avvertimento al lettore e termina con un trittico a tema; se nel titolo la luna è utilizzata per circoscrivere l’orizzonte entro cui si muove il soggetto lirico, qui diventa presenza reale ed unica presenza consolatrice dell’uomo che, solitario, scruta il cielo nell’intimità e nel silenzio della notte, e a fior di labbra racconta sé stesso, le pieghe del proprio cuore, spera, ama, non si vergogna del proprio dolore, delle debolezze, delle speranze, delle assenze. La Luna diventa madre, amica del genere umano, l’unica che sembra poter lenire il dolore dato all’uomo per condizione esistenziale, mai pago, mai felice per intero e in modo costante, con il cuore sempre affamato di un’assenza che si fa nostalgia, mancanza irrimediabilmente struggente. Che cosa resta allora all’uomo da fare? Un domanda a cui si tenta di rispondere … nella consapevolezza che la luna, come la poesia, è l’ultimo rifugio della natura umana.

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di prossima pubblicazione per i tipi di Laura Capone Editore 2016

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Paola Orsini

Portami la Parola

Portami la Parola che mi schiuda il mare,
il fruscio d’un sentire impazzito di azzurro,
un sussurro inatteso alle mie lampare,
squarci di sole ingoiati dal buio.
Portami la Parola che dissolva la notte,
denso velluto pesante sul cuore;
portami la Parola che schiuda la sorte,
sia come i tuoi occhi chinati su un fiore.
di Paola Orsini – 2016
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Tra la terza e la quarta fila

Andrà la vita a fasi alterne
tra un sorriso e un dolore,
nella lenta uggia del presente.
E tu resterai ugualmente,
faro tra i fari della sera,
voce familiare tra la gente.
Ti cercherò in una sala gremita
in terza o in quarta fila,
cercherò i tuoi occhi,
voragini solide e sicure della vita.
Non ci sarai, lo so, fantasma della mente
ma io ti cercherò,
tra la terza e la quarta fila, sempre
di Paola Orsini
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Sulla strada

Incontrerò carezze ed occhi

brillanti sulla strada avita.

Incontrerò tenere mani e sguardi

di amorosa felicità, promessa antica.

Nel tempo sereno arriverà

il pensiero che respira,

squillo inatteso di campane,

spillo che è ferita,

passo sonante della notte,

solitudine e silenzio con un nome

e poi la vita.

 

di Paola Orsini in “Cuore Volante” Laura Capone Editore 2015

val d'orcia